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La Villa Alimena-Caruso in contrada Orestano

La Villa Alimena-Caruso in Contrada Orestano

Tra i numerosi bagli, casali e ville storiche di Altofonte, è opportuno ricordare la Villa Alimena-Caruso. L’edificio si trova in contrada Orestano, immerso nella campagna, ma prossimo all’espansione del centro abitato.

Esso risale almeno al XVI sec., considerato che, secondo il latinista Nicolò Di Carlo, il letterato palermitano Mariano Valguarnera (1564-1634), avrebbe qui scritto la maggior parte delle sue opere.

L’edificio, secondo lo studioso Eugenio Di Carlo, appartenne alla nobile famiglia Alimena, passò quindi ai conti di Roccella e, prima del 1860, divenne proprietà della famiglia Orestano alla quale attualmente appartiene.

La villa, secondo fonti storiche, venne frequentata da personaggi distinti, tra i quali ricordiamo lo storico polizzano G.B. Caruso (1673-1724), la cui madre appartenne alla famiglia Alimena. L’Edificio oggi presenta una struttura a corte quadrata centrale, con asse principale sud-nord.

Il corpo a nord (quello più antico e usato come residenza signorile) presenta tre ambienti voltati e decorati con affreschi risalenti, probabilmente, ad un periodo precedente al XVII sec. Essi si affacciano su di un belvedere dove era presente una fontana ottagonale oggi non più esistente ma descritta nell’opera di Eugenio Di Carlo.

Altre tre fontane (una ottagonale e due parietali), secondo la stessa fonte storica, erano poste nel cortile, ed altre due si trovano ancora oggi nel giardino antistante la villa (lato sud). Le fontane erano rifornite da una grande gabbia che riceveva l’acqua da Fontana Rossa. Inoltre all’interno della villa vi era anche una chiesetta, oggi diroccata.

La parte a sud dell’edificio e quelle laterali sono certamente più recenti e, presumibilmente, sono stati costruiti quando la villa, da casa signorile, venne trasformata in casa rurale (baglio). Esse, infatti, contengono gli ambienti di servizio (magazzini, stalle, ecc).

Resta ancora integra una delle due iscrizioni che indicavano l’antico fasto della Villa. Mentre quella ormai persa accennava brevemente all’opera di Francesco Caruso Alimena (fondatore della Villa), l’altra (ancora esistente) riporta un epigramma composto dal palermitano Mariano Valguarnera (1564-1634). Questo epigramma, fatto scolpire sul marmo da Giuseppe Francesco Alimena Caruso nel 1727 nel solario della Villa, che guarda a settentrione, raccomanda ai discendenti di avere massima cura dell’impianto architettonico e agricolo, esprimendo il presentimento dell’abbandono in cui posteriormente la villa sarebbe caduta.

La villa infatti oggi è in uno stato di pieno abbandono, e necessita di irrinviabili interventi di consolidamento e restauro; essa è uno dei monumenti più interessanti di Altofonte.

Degni di nota sono anche gli affreschi, che fanno supporre ad influenze manieristiche (periodo durante il quale fu frequente l’uso di immagini devozionali e di elementi architettonici classici e orientali importati in occidente).

 

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La Villa Alimena-Caruso in Contrada Orestano - retsi della fontana

 

 

 

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