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Agli angoli opposti della piazza si trovano due fontane parietali che versano acque da due getti ciascuna: una di esse, quella accanto alla chiesa di Sant’Antonio, risale a Ferdinando IV di Borbone che la fece costruire nel 1794; l’altra, più antica, è del 1630 e fu opera del cardinale Scipione Borghese. Essa aveva in origine un solo getto che scaturiva da una testa leonina sporgente da una grande lastra marmorea parietale.
Altre fontane si incontrano in diversi angoli del centro antico:
- la Fontana “Impero” (1884), di tipo parietale, con getto d’acqua fuoriuscente da un mascherone, sita in via G. Barlotta;
- fontana - abbeveratoio, a due vaschette poste ai lati di un cippo di pietra, realizzata in via Sant’Antoninello (1911);
- abbeveratoio-lavatoio in pietra, posto in via Vittorio Emanuele,
in prossimità di un antico edificio, laddove aveva inizio il centro abitato.
Inoltre numerose fontanelle “a cippo”, in ghisa o in pietra, realizzate agli inizi del ‘900, fanno sentire le loro fresche sonorità.
Esse si trovano: una in via La Nuzza, una all’interno del cortile Giovanni Meli, una in via IV Novembre, una in via Cilluffo, tre in corso dei Mille, e una in via delle Rimembranze.
Le campagne intorno al centro abitato sono attraversate da numerosi torrenti le cui acque scroscianti creano un fresco microclima. Un mormorio di acque correnti accompagna il visitatore che, passeggiando per i sentieri, può lasciarsi affascinare da boschetti di canne fruscianti e dalle macchie grigio-azzurre dei salici.
Numerose in tutto il territorio sono le acque che affiorano dal suolo e danno linfa alle campagne. Non è possibile nominare tutte le “vene” di acque potabili che affiorano qua e là alla base, alle pendici, sui fianchi e sui culmini di quella immensa montagna che è la Moharda.
Essa è alta poco più di mille metri ma è un enorme serbatoio di acque purissime. Il suo stesso nome, derivante dall’arabo, significa “colma, zampillante d’acqua”. Le sorgenti di Altofonte si sono originate, per la maggior parte, lungo una superficie di contatto tra rocce a differente permeabilità. Le principali (S.Maria o Fontana Grande, Fontana Rossa) sono allineate, infatti, lungo una linea di faglia che, circa 10 milioni di anni fa, ha messo a contatto due diverse formazioni rocciose.
Le acque meteoriche, che s’infiltrano nell’immenso acquifero (complesso roccioso permeabile per fatturazione e carsismo) rappresentato dalla “Moharda”, scorrono in profondità verso valle fino ad incontrare la barriera impermeabile rappresentata da una formazione argillitica e qui sgorgano. L’area di Altofonte, inclusa la zona prossima a Piana degli Albanesi, presenta due diversi tipi di paesaggio, in relazione a fattori quali la litologia. Una prima zona è caratterizzata da rilievi prettamente montuose vanno da quota m 500 s.l.m.a quota m1090 s.l.m.
L’area montuosa predominante, che presenta le vette più alte, è costituita dalle Punte della Moarda, situata nella parte più a sud del territorio. Le rocce dei rilievi più alti , di natura dolomitica e carbonatica mostrano una maggiore resistenza all’erosione dovuta a fattori quasi esclusivamente climatici.
Il secondo paesaggio, visibile all’estremità nord di Altofonte e nei pressi di Piana degli Albanesi , in contrapposizione al primo, è di tipo collinare, caratterizzato da rocce di natura argilloso-mamosa, che mostrano un comportamento diverso agli agenti esogeni. I versanti montuosi si presentano alquanto ripidi e sono ricoperti da una particolare ricchezza vegetazionale dovuta anche ad azioni di rimboschimento.
L’area collinare assume invece una morfologia dolce, con rilievi arrontodati e ricoperti da tipica vegetazione mediterranea. Sono inoltre presenti tra i versanti dei monti, delle vallate piuttosto strette ed incassate, come ad esempio Valle di Fico, in cui scorreva un fiume ormai prosciugato e la valle del Fiumelato di Meccini, nell’area più a nord del territorio comunale, in cui scorre tutt’oggi un corso d’acqua.
Parte dell’area di Altofonte ha come “basamento” il travertino, una roccia di natura carbonatica molto caratteristica per la presenza di vacuoli ed impronte di resti vegetali, il quale testimonia la natura prettamente calcarea delle acque sorgive che permeano nelle fessure e nelle cavità delle rocce carbonatiche di Altofonte.
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