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I Palazzi e le Ville

Villa tardo-settecentesca appartenuta alla Principessa Giuseppa Moncada  di Villafranca. Successivamente verso la metà del XIX secolo passa alla famiglia Vernaci e subisce delle trasformazioni.
L’edificio (quasi  per dimostrare l’importanza della famiglia che vi insediò in un periodo in cui molti feudi passarono prima alla Commenda della Magione e poi a facoltosi privati) fu impiantato sull’asse della Chiesa Madre, in un luogo che in origine era esterno al piccolo centro abitato, circondato da giardini e raggiungibile dalla Fontana Grande , così come testimoniano i 4 leoni posti sui piloni dei due ingressi, posti in successione spaziale alla Villa e ad altre strutture di servizio che si trovano posteriormente alla stessa.
Esso presenta all’esterno interessanti decorazioni in stile neoclassico, mentre nel piano nobile diversi ambienti sono ampiamente affrescati. In questo palazzo fu ospitato Giuseppe Garibaldi (wikipedia) e il suo stato maggiore nella notte tra il 21 e il 22 maggio del 1860, nel corso della spedizione “dei Mille”, così come ricorda una lapide posta al di sopra del Portone d’ingresso.

I bagli e le ville

Nel territorio sono presenti numerosi manufatti (esempi soprattutto di architettura rurale e povera)che testimoniano le trasformazioni agricole che esso ha avuto nei secoli per opera dell’uomo. Essi sono legati agli antichi feudi in cui furono suddivise le proprietà dell’abbazia, lungo le strade che percorrevano le varie contrade dai nomi caratteristici.

I principali tra questi bagli o casali, che in alcuni casi, oltre ad essere strutture di servizio per l’agricoltura (magazzini, stalle ecc), erano dei veri e propri nuclei abitati, con la loro piccola piazza (il cortile interno), le loro residenze (anche signorili), la loro chiesetta, e addirittura le loro processioni propiziatorie, sono:

  • il Baglio Romei (foto) nelle campagne sotto l’abbazia con la chiesetta dedicata a San Cristoforo, protettore dei viandanti che si recavano per i pellegrinaggi a Roma ( i cosiddetti “Romei” dai quali, forse, prende il nome l’edificio);
  • le Case Baglio (foto) a Valle di Fico (anch’esse attorno ad un cortile con una chiesetta);
  • il Baglio “il Monaco” in contrada Torrettella (anch’esso con un’antica chiesetta e nei pressi di un abbeveratoio), appartenente ai Padri di San Nicolò Bolentini di Palermo;
  • le Case “Taverna” nell’omonima contrada, vicina al “Biviere” e alla Trazzera Regia; le Case “Salamone” (foto) nell’omonima contrada (anch’esse munite di una chiesetta);
  • la Villa “Torretta”, in contrada Piano Maglio, lungo la strada che porta a Monreale, così come le Case “Vassallo

E inoltre le Case “Romei”, le Case “Santuzze”, le Case “Mancanza”, le Case “Nanfera”, le Case “Di Bella”, le Case “Baronello”, Palazzo "D'Antoni" (foto) ecc.

Ogni contrada, ogni angolo sapientemente coltivato, porta queste tracce umili, ma dignitose, della presenza rispettosa dell’uomo (oggi però molte di queste strutture versano in un avanzato stato di degrado edilizio); gli stessi acquedotti per i mulini o per l’irrigazione delle campagne “a terrazze” che scendono verso la valle dell’Oreto, testimoniano tale cultura e sono oggi risorsa per lo sviluppo.

Palazzo Vernaci

Il Bagli Romei

Le Case di Rebuttone

Le Case Salamone

Palazzo D'Antoni

 

 

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